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Martedì 21 Maggio 2013

La Palestra di Walkonjob

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Donne: dal lavoro alla politica, fino al ruolo di madri. Se ne è parlato ieri a Milano con tre scrittrici

di Camilla Golzi Saporiti

Avere un’occupazione, senza rinunciare a essere mamme; far carriera, senza trascurare la propria famiglia; conciliare, in poche parole, il percorso professionale con quello personale non è semplice in Italia per una donna. E non lo è neanche far riconoscere il ruolo chiave che può avere per il paese.

 Se ne è parlato ieri sera, giovedì 28 giugno al Mondadori Multicenter di Milano, con Daniela Del Boca, co-autrice di Valorizzare le donne conviene (132 pp., Il Mulino, 12,50 euro), Chiara Valentini, autrice di O i figli o il lavoro (224 pp., Serie Bianca Feltrinelli, 16 euro) e con Francesca Zajczyk, delegata del Sindaco alle Pari Opportunità e co-autrice di Dove batte il cuore delle donne (155 pp., Laterza, 12 euro), che si sono confrontate nel dibattito Patrimonio Rosa, presentato all’interno della rassegna Fondata sul Lavoro, oggi in chiusura, e moderato da Oliviero la Stella.

«Il tasso di occupazione femminile, aggiornato agli ultimi dati disponibili, rappresenta in Italia una percentuale del 46%», ha affermato La Stella. «Se fosse del 60-62%, il PIL italiano crescerebbe del 7%».
 Numeri e percentuali che devono far pensare. Che devono «favorire la partecipazione femminile al mercato del lavoro non solo per rispondere a principi di pari opportunità e di eguaglianza tra i generi, ma anche perché il lavoro delle donne fa crescere l’economia», ha dichiarato Daniela Del Boca. Per la scrittrice, se le politiche per l’occupazione femminile fossero accompagnate da politiche di conciliazione che le agevolassero nel loro doppio ruolo di lavoratrici e madri, le donne contribuirebbero alla sostenibilità del sistema pensionistico, il loro lavoro farebbe crescere il reddito delle famiglie, produrrebbe nuovi posti di lavoro, con il conseguente incremento dei consumi. Un vero e proprio circolo virtuoso di cui non si è sorpresa affatto Chiara Valentini, che, nel suo libro, ha voluto proprio indagare e raccontare le molte contraddizioni che vivono le donne in Italia, a partire dal tasto e tema dolente della maternità.
 

Il mondo del lavoro dimostra una grande ostilità nei confronti della maternità. «La verità è che questo Paese, al contrario di altri in Europa, non ha mai fatto i conti e accettato fino in fondo la grande novità dell’ingresso delle donne nel mondo del lavoro», ha detto senza mezzi termini e con molta sicurezza l’autrice. Dietro le sue parole la ricerca di testimonianze, episodi ed esperienze di molte professioniste che, una volta diventate madri e reinserite al proprio posto di lavoro, si sono trovate di fronte a capi, colleghi e situazioni talmente ostili da portare in primo piano realtà come dimissioni in bianco e mobbing strategico. Di qui la presa di coscienza dell’autrice che in Italia sia ancora forte e presente l’idea che il compito delle donne sia fare figli e stare a casa, nonostante ricerche e analisi di mercato dimostrino che le donne sono più istruite, più preparate degli uomini e che la loro presenza in team misti aumenti la produttività».
 

Un controsenso che si ritrova nel mondo politico, secondo la scrittrice, giornalista e sociologa Francesca Zajczyk, che ieri a voce e nel suo libro per iscritto ha spiegato, con dati alla mano, il rapporto controverso delle italiane con la politica, dal tardivo diritto di votare (ma non di essere elette) nel 1946 alle ultime amministrative. Una fotografia, la sua, che non lascia dubbi al fatto che «laddove le donne trovano produttivo per le proprie capacità impegnarsi nello spazio pubblico, laddove la politica raccoglie ed emenda il difetto del monopolio maschile e sembra intenzionata a intercettare i bisogni reali della comunità, le donne non fanno mancare la propria presenza e il proprio investimento».

A dimostrarlo quello spiraglio sottile e positivo che si è fatto strada di recente, con le ultimi elezioni amministrative. Nei piccoli Comuni posizionati qua e là in Italia, si è visto un aumento delle donne con cariche amministrative. Assessori e anche sindaci rosa. Dal neo- primo cittadino di Sesto San Giovanni, Monica Chittò, ecco un esempio da seguire, una speranza in cui credere.

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