Joomla Random Flash Module by DART Creations

Seguici su:

Mercoledì 22 Maggio 2013

La Palestra di Walkonjob

Articoli

Counselor e coach, al lavoro con le emozioni. Alla scoperta di due professioni non ancora molto conosciute

di Elisa Di Battista

 

Non sono psicologi e nemmeno psicoterapeuti, però aiutano a risolvere problemi personali e ritrovare autostima e potenzialità nascoste per riuscire al meglio nella vita. Parliamo di counselor e coach, figure che si stanno sempre più diffondendo in Italia e non ancora molto conosciute. counselor e coach professioni

SPECIALISTA DELLE RELAZIONI D'AIUTO
Se state pensando a quelle terapie che durano anni in cui viene sviscerata l’infanzia del paziente o si analizzano i sogni, vi state sbagliando. Il lavoro del counselor - in Italia dagli anni ‘80-‘90 ma riconosciuto dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro solo nel 2000 - non si occupa di patologie e non somministra test psicologici. In 10-15 colloqui si affronta un problema specifico (una separazione, un esame, una decisione da prendere…) e il cliente arriva a una soluzione. Per diventare professionisti esistono diverse scuole: su Internet se ne trovano tante anche per corrispondenza o
della durata di poche ore. Ma attenzione: i corsi seri durano 3 anni, costano circa 2000 euro l’anno, sono accreditati dalle associazioni di categoria e prevedono almeno 500 ore tra teoria e formazione personale, 150 ore di supervisione (svolta da psicoterapeuti) oltre al tirocinio e al superamento di un esame. Attualmente in Italia i counselor sono circa 2500, ma conoscere il dato «reale» è impossibile: non esiste un Albo né è obbligatorio
iscriversi alle associazioni di categoria (come Assocounseling e Società Italiana di Counseling). «Per accedere alle scuole», spiega Tommaso Valleri, segretario generale di Assocounseling, «non serve la laurea, ma molte la richiedono o chiedono esperienza consolidata nel settore sociale o della relazione d’aiuto». Le branche del counseling vanno dal personale a quello scolastico, dall’aziendale al sanitario a quello delle situazioni
d’emergenza. E poi quello gestaltico, quello sistemicofamiliare, fino al bioenergetico e all’art-counseling. «Per scegliere il corso ideale», precisa Simona Stella, counselor 31enne di Milano (counselingmilano.wordpress. com), «basta seguire le proprie inclinazioni». Simona ha terminato la scuola meneghina C.S.T.G. e sta proponendo agli istituti un progetto rivolto alle estetiste. Perché questo mestiere lo si deve inventare, ad esempio promuovendosi con locandine, Facebook e Web. Ingranare nella professione (il tariffario va da 40 a 80 euro l’ora, con partita IVA) non è immediato e spesso bisogna fare altri lavori per arrivare a fine mese.

Alcuni psicologi si sentono «scippati» poiché ritengono che i counselor non avendo laurea in Psicologia e abilitazione, possano offrire un servizio pressoché identico al loro. D’altro canto, i counselor dichiarano di conoscere bene il confine tra le 2 professioni. In realtà, parecchi professionisti collaborano dividendosi lo studio o consigliandosi sui casi. Le ultime sentenze dello scorso maggio (10289/2011, Tribunale di Milano) e
del marzo 2010 (619/2010, Tribunale di Lucca) hanno chiarito questa «divisione di ruoli», ma nonostante ciò la querelle continua.

COACH, IL “FACILITATORE” DELLA VITA

Se il counseling punta più sugli aspetti emotivi, il coaching - in Italia dai primi anni 2000 - allena le potenzialità della persona motivandola a raggiungere un traguardo. Non a caso il coach è definito anche «trainer» o «facilitatore » e come per il counseling lavora su clienti che non soffrono di patologie che solo uno psicologo o uno psicoterapeuta potrebbero risolvere. Ad ogni modo, il coaching non è un metodo riservato alle aziende. «Si può fare anche con un disoccupato, gestendone lo stress e motivandolo», spiega Luca Stanchieri, presidente dell’Associazione Italiana Coach Professionisti e
fondatore della Scuola di Coaching. Le sedute durano dai 2 ai 12 mesi e le aree d’intervento sono svariate: dal Life coaching al Business e Corporate coaching,dal Personal coaching al Sentimental coaching, oltre a quello sportivo e per adolescenti. Inesistenti, invece, Albi e riconoscimenti ufficiali. Per frequentare i corsi non è fondamentale la laurea, ma la Scuola di Coaching (sedi: Milano, Roma e Udine) la richiede: in Economia per il Business coach, o in Filosofia o Psicologia per il Life coach, ad esempio. Ma tra le tante scuole, come scegliere?«Bisogna assicurarsi», consiglia Stanchieri, «che la formazione sia orientata esclusivamente al coaching e sia tenuta da professionisti». In genere, un master costa circa 2 mila euro, dura 1 anno tra teoria, seminari e pratica, con frequenza 1 o 2 volte al mese, «perché tra una lezione e l’altra bisogna lavorare su se stessi», precisa Piergiuseppe Laera, 27enne di Bari laureato in Psicologia e coach dal 2007 (www.gulp.it). «A differenza dello psicologo “da lettino” mi sono avvicinato al coaching
», racconta, «perché si basa sul “qui e ora”». Per ogni seduta il coach può chiedere dai 30 agli 80 euro, arrivando a 150 per le aziende. Una professione a tutti gli effetti, a patto di avere passione e farsi imprenditori di se stessi: «Uso molto Skype», spiega Piergiuseppe, «per raggiungere chi è distante e abbattere i costi e anchequando faccio il formatore in azienda impiego il metodo del coaching». Un lavoro su cui ha scommesso con passione: 2 anni
fa ha lasciato un impiego a tempo indeterminato come formatore per fare il coach e oggi vive di questo.


Articolo di Elisa Di Battista
pubblicato sul n. 8 di Walk on Job
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Articoli dell'autore
Autore Articoli
Articoli della categoria
Articoli della categoria
Articoli correlati
Articoli Correlati
Ultimi Articoli
Ultimi Articoli
Articoli più letti
Articoli più letti